ZINEMA

RECENSIONI DI EMANUELE DE MARIA

“THE VVITCH” DI ROBERT EGGERS

Anno: 2016
Con: Anya Taylor-Joy, Ralph Ineson, Kate Dickie

Eccolo il miglior horror del 2016.
Eccolo il film in grado di far impallidire l’acclamato “It follows”.
Eccola l’opera prima che per potenza e perfezione registica sembra di un autore navigato.
New England, 1603.
Una famiglia composta da sei persone viene allontanata in modo coatto dalla comunità in cui vive e si rifugia tra mille ristrettezze in una fatiscente fattoria ai confini di un fitto ed inquietante bosco.
Dopo l’improvvisa scomparsa del figlio più piccolo (che sequenza magistrale) nulla per la famiglia iper credente e superstiziosa sarà più come prima.
Una fiaba dell’orrore cupa e dalla prepotente forza pittorica, una riflessione dal rigore asfissiante (a tratti quasi hanekiano) su eventi razionalmente inspiegabili che frantumano gli equilibri pseudo razionali e indotti da un credo cieco di un nucleo famigliare rigidamente chiuso in se stesso.
Eggers fa scontrare il Verbo di Cristo con l’imprevedibilitá di una natura che alla maniera di Nietzsche e del Von Trier di “Antichrist” è la culla del demonio.
Azzerando le impennate sonore e i facili effettacci sanguinolenti il film è epidermicamente spaventoso e ossessivo e tramite i tempi dilatati crea un’atmosfera malsana dove il male è per la giovane protagonista la via di fuga da un bene solo fintamente tale perché in realtà fondato su becere superstizioni e su un estremismo religioso violento e ottuso.
Impressionante il lavoro sui luoghi, sui costumi e sulla colonna sonora.
Stravolgente il modo in cui il regista mette mano ai tòpoi delle favole per bambini (la casetta della strega in fondo al bosco, la mela avvelenata…) inserendoli in un contesto “adulto” e fortemente malsano dove l’alternarsi senza sosta di piani narrativi realistici ad altri onirici e orrorifici crea un vero e proprio cortocircuito che disorienta nelle viscere sia i personaggi che gli spettatori.
In “The VVitch” non c’è soltanto la paura derivante dal buio o da una porta spalancata sul nulla e dalla quale potrebbe apparire qualche strana creatura, qui il terrore è più teorico e legato anche all’ottusitá della mente umana, ai segreti che si celano all’interno di una famiglia non in grado di essere unita ma in preda ad isterismi e reciproche accuse.
Un film che non risparmia niente e nessuno, nè la collettività nè il singolo .
Conigli, caproni, ruscelli, mele stregate, corvi famelici, boschi oscuri, pulsioni sessuali incestuose, preghiere recitate ossessivamente, grida di dolore, rabbia repressa…

VOTO: 8.5

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *