“RUMORE BIANCO” DI NOAH BAUMBACH
Anno: 2022
Con: Adam Driver, Greta Gerwig
Per i personaggi di “Rumore bianco” la morte non è un evento naturale della vita, non capendola essi sono disposti a portare alle estreme conseguenze tale rifiuto.
La famiglia Gladney vive la propria routine in un piccolo centro nel Midwesat, una nube chimica, causata dal terribile deragliamento di un treno scatenerà una serie di eventi catastrofici.
Noah Baumbach porta sul grande schermo un romanzo di Don DeLillo ambientato negli anni ottanta, nonostante questo “Rumore bianco” è un affresco delle paure e delle ossessioni contemporanee: la fascinazione dell’essere umano per le icone, siano esse dei famosi cantanti o dei dittatori, il terrore del fine vita, il bisogno di tenere tutto sotto controllo tramite la scienza e la medicina, il capitalismo come forma di protezione dall’ignoto e dal vuoto morale…
La famiglia Gladney così come la società degli anni ottanta, ma anche quella attuale, ignora che concepire la morte significa non dimenticare di essere vivi.
Baumbach abbandona la dimensione intimista del suo cinema passato, fatto di conflitti tra famigliari e amici, per approcciare ad un modo di fare cinema più spettacolare, dove le dinamiche intime e psicologiche sono profondamente segnate da eventi di natura catastrofica. Affrontando tale nuova materia narrativa sceglie di confezionare un lungometraggio dove i personaggi parlano in maniera meccanica di massimi sistemi, persone che blaterano continuamente senza mai prendere fiato, come se avessero la verità in tasca, salvo poi essere stravolti dal terrore della morte.
“Rumore bianco” mischia satira e racconto realista e contestualizzando la storia negli anni ottanta sembra rifarsi alle sit-com americane di quel periodo. La scelta del cast risulta stramba soprattutto perchè i figli dei protagonisti sembrano i loro fratelli minori data la giovane età di Driver e della Gerwig.
La descrizione di una società dedita al consumismo più sfrenato, al bisogno di anestetizzare ogni dolore sia esso fisico che morale, viene soffocata da scelte di sceneggiatura ridondanti e dalla confusione tra i generi cinematografici (commedia, horror, dramma, disaster movie, musical).
“Il più terribile dei mali, la morte, non è niente per noi, dal momento che, quando noi ci siamo, la morte non c’è, e quando essa sopravviene noi non ci siamo più”
(Epicuro)
VOTO: 5.5
