ZINEMA

RECENSIONI DI EMANUELE DE MARIA

“NOPE” DI JORDAN PEELE

Anno: 2022
Con: Daniel Kaluuya, Keke Palmer

Oj ed Em sono fratello e sorella che dopo la misteriosa morte del padre gestiscono un ranch di cavalli usati in produzioni cinematografiche. La loro attività è fortemente in crisi e questo li spingerà a cercare in tutti i modi di capitalizzare una serie di strani fenomeni che avvengono nel cielo sopra il loro ranch.
“Nope” trasuda cinema da ogni fotogramma, ci sono i discorsi teorici sull’esperienza della visione intesa come atto scopofilo (cos’è il cinema se non il più grande atto voyeuristico esistente?), sull’uso del fuori campo, sul sonoro che si fa più eloquente delle immagini, sostituendosi ad esse, sul voler filmare l’infilmabile…ed è così che si rifà al modo di vivere la Settima Arte di Werner Herzog, come quest’ultimo anche i personaggi di “Nope” e Peele con loro, sono alla costante ricerca di immagini nuove, estreme, ma se per Herzog esse sono il mezzo per raggiungere l’estasi artistica, per Oj ed Em rappresentano una probabile fonte di guadagno. I protagonisti di “Nope” sono la perfetta incarnazione dell’attuale società dello spettacolo e dei social media, dove tutto deve essere ripreso e documentato e se questo fa arricchire ancora meglio. I mezzi di comunicazione di massa sono autoritari e distruttivi, tutti si adeguano ai loro modelli, essi possono essere usati come una nuova forma di capitalismo. Il filosofo Guy Debord del resto scrisse: “Lo spettacolo è il capitale a un tal grado di accumulazione da divenire immagine”, Em ed Oj aderiscono perfettamente a tale concetto con il loro continuo bramare un’ospitata nel famoso show di Ophra Winfrey. Peele critica le loro gesta solo in parte, li rende simpatici e preferisce concentrarsi, soprattutto nell’ultima reboante mezzora di film, nella realizzazione di un enorme giocattolone cinematografico che miscela la fantascienza all’horror e all’azione, elementi che fanno scadere “Nope” nei territori del dozzinale UFO movie.
Jordan Peele ha realizzato la sua opera più d’intrattenimento che non è priva di tempi morti che vengono però compensati da una messa in scena furoreggiante, da alcune scelte di regia e di montaggio ardite e interessate a creare tensione alternando la visione alla non visione e occultando la violenza per lasciarcela immaginare (magistrale in tal senso l’uso del campo lungo).
“Nope” è un blockbuster che ama i suoi personaggi (purtroppo), è l’affresco ipnotico di un mondo basato sullo sfruttamento degli altri, siano essi esseri umani o animali (alla luce di ciò ha senso l’episodio della scimmia Gordy che usata come personaggio di una sit com stermina il cast di quest’ultima, episodio ispirato ad un fatto realmente accaduto: un primate utilizzato in vari show televisivi nel 2009 aggredì e sfigurò una ragazza che era stata assunta come sua “babysitter”).
Stucchevole, prevedibile ed involontariamente ridicolo il lieto fine.

“C’è una desensibilizzazione allo spettacolo. Siamo dipendenti e siamo troppo presi da questa dipendenza. Abbiamo prove di UFO, ma al grande pubblico sembra non interessare. Tutto ciò è molto interessante” (Jordan Peele).

VOTO: 7

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