ZINEMA

RECENSIONI DI EMANUELE DE MARIA

“LA FORMA DELL’ ACQUA” DI GUILLERMO DEL TORO

Anno: 2017
Con:Sally Hawkins, Doug Jones, Octavia Spencer

“Il labirinto del fauno” oltre ad essere pieno di riferimenti alla pittura di Goya e alle illustrazioni di Rackham aveva una certa originalità nel miscelare il favolistico con la politica e la realizzazione del mostro cannibale colpiva per invettiva.
“La forma dell’acqua” è totalmente svuotato dalla particolarità del film più famoso di Del Toro ed è un banale giochino di rimandi cinematografici e veri e propri plagi.
“Il mostro della laguna nera” e “Il favoloso mondo di Amelie” sono solo due tra le numerose citazioni che costellano il film insieme allo spudorato plagio di “Let me hear your Whisper” di Paul Zindel.
“La forma dell’acqua” è un banalissimo mosaico di rimandi cinematografici, un enorme marchingegno di tecnica cinematografica che divora la sostanza, una storiella d’amore risaputa immersa nei cromatismi del verde; il lavoro sul colore che ossessiona Del Toro (“Crimson Peak” era dominato dal rosso) è l’unica cosa interessante del film.
Confezione ottima, tanto estetizzante da non avere quasi concretezza, scenografie imponenti, effetti speciali straordinari, talmente tutto perfetto da far sentire il grido dell’artificio.
Film per palati poco fini, con personaggi piatti, banali, fumettistici.
Scandaloso e incomprensibile premio per il miglior film alla Mostra d’arte cinematografica di Venezia 2017.
Un’ opera che può appassionare giusto dei bambini privi di cultura cinematografica.
Più che brutto, inutile, che è ancora peggio di brutto.

VOTO: 4

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