“KINDS OF KINDNESS” DI YORGOS LANTHIMOS
Anno di produzione: 2023
Con: Emma Stone, Jesse Plemons, Margaret Qualley, Willem Dafoe
“Some of them want to use you
Some of them want to get use by you
Some of them want to abuse you
Some of them want to be abused”
(Eurythmics, “Sweet Dreams”)
Episodio 1, ovvero il discorso della servitú volontaria di Étienne Le Boétie e il mito della caverna di Platone.
Robert fa tutto quelo che gli ordina il capo. Un giorno decide di ribellarsi ma le conseguenze saranno devastanti.
Episodio 2, ovvero un Reiner Werner Fassbinder in versione pulp e la sindrome di Capgras.
George è un poliziotto, sua moglie torna a casa dopo che tutti pensavano fosse dispersa in mare. L’uomo è convinto che la donna non sia la sua vera compagna.
Episodio 3, ovvero “Black mirror” scritto da due greci.
Emily fa parte di una setta dai metodi poco ortodossi. La sua ossessione è trovare una donna capace di resuscitare i morti.
164 minuti in grado di miscelare il reale al surreale, il sociale al fantastico, l’ironia alla drammaticità, la fiaba all’incubo.
Suddiviso in tre segmenti il film si occupa di manipolazione e sottomissione. Il lavoro, la famiglia, una setta (a sua volta allegoria del fanatismo insito nella fede).
Il lavoro che spersonalizza, le ambizioni borghesi che piegano l’uomo ai più assurdi compromessi, la servitú volontaria: il servo, in questo caso il lavoratore, secondo il filosofo francese La Boétie accetta la sottomissione del padrone (il datore di lavoro) e quando è mosso da un improvviso moto di libertà si rende conto, come per i personaggi de “Il mito della caverna” di Platone, di non essere in grado di gestire una vita diversa da quella imposta dai dogmi sociali. L’oscuro desiderio di servire si fa prepotente e germoglia negli uomini ormai incapaci di combattere le catene della schiavitù e di costruire una società di uguali pronti ad abolire la dominazione.
“Non esiste l’amore esistono solo prove d’amore”
(Jean Cocteau)
Nel secondo episodio Lanthimos fa sua la lezione di Reiner Werner Fassbinder applicando le dinamiche servo/padrone ai rapporti di coppia. Se poi uno dei due è affetto dalla sindrome di Capgras l’incubo delirante è servito. Nella patologia di Capgras il soggetto che ne è affetto è convinto che un amico, il coniuge o un qualsiasi membro della sua famiglia siano stati sostituiti da un sosia. Tale psicopatologia porta il protagonista a chiedere prove d’amore e d’identità alla compagna. Qui lo splatter si fa più palese, la violenza sotterranea del primo episodio esplode.
UN MONDO ASSURDO VISTO ATTRAVERSO L’OCCHIO CRITICO DI LANTHIMOS
Nel 2023 il meraviglioso “Club zero” di Jessica Hausner si è occupato di settarismo, concentrandosi su quello alimentare. Lanthimos punta la sua macchina da presa su quelle sette ossessionate dalla purezza dell’anima e del corpo, candore raggiungibile solo se si beve acqua e si evitano rapporti sessuali con persone che non fanno parte della setta. Del resto l’atteggiamento settario si fonda sull’esclusività sociale ed ha una profonda intransigenza su svariati requisiti morali. Il settarismo provoca un atteggiamento di distanza dal mondo. Ne è vittima e carnefice la protagonista del terzo segmento del film, quello più ferocemente surreale e fantastico.
Come il Bunuel de “Il fantasma della libertà”, il regista greco realizza una serie di episodi pregni di rimandi e simbolismi, le storie non sono collegate tra loro, sono atti unici dove le convenzioni sociali borghesi vengono fatte a pezzi. Il prezzo del benessere economico è la totale spersonalizzazione di chi lo brama, l’amore è violenza, la mercificazione dell’uomo e la riduzione del corpo a cosa avviene tramite il desiderio compulsivo del cibo, del sesso e del delirante riconoscimento sociale.
Un film sull’attuale atroce condizione umana, un percorso costellato da musiche invasive e inquadrature che deformano il quotidiano.
I tipi di gentilezza per Lanthimos si trasformano in tipi di sottomissione, l’essere umano non riesce ad essere totalmente e puramente gentile.
Il mondo capovolto di “Kinds of Kindness” fa sorridere, fa ragionare e ricolloca Lanthimos tra i registi del disagio.
“È più difficile mantenere l’equilibrio della libertà che sopportare il peso della tirannia”
(Simon Bolivar)
VOTO: 10
