ZINEMA

RECENSIONI DI EMANUELE DE MARIA

“YOU KILLED ME FIRST” DI RICHARD KERN

Anno di produzione: 1985
Con: Lung Leg, David Wojnarowicz

Richard Kern è un fotografo e regista statunitense che diviene celebre per una serie di film in Super 8 girati a partire dagli anni ottanta. È tra i massimi esponenti del Cinema della trasgressione. Tale definizione fu inventata dal regista, attore e artista americano Nick Zedd. Le tematiche ricorrenti in tale cinema sono la violenza, la sessualità esplicita e l’umorismo nero. “You killed me first” contiene i temi sopra citati, con chiari rimandi alle sperimentazioni tecniche dei film di Andy Warhol.
11 minuti anti famiglia, anti borghesia, anti cinema.
Un padre, una madre, una figlia educata e una ribelle siedono intorno ad un tavolo per consumare un pranzo. Cosa c’è di più normale di un nucleo famigliare che pranza in una classica casa borghese? Per Kern non c’è nulla di più anormale di tutto questo.
Voi mi avete ucciso prima!
Elizabeth, la figlia ribelle si rifiuta di aderire alle regole della sua famiglia. Ha un look punk, è l’angelo sterminatore che evidenzia senza mezzi termini i limiti della classe borghese. Kern la mette in contrapposizione con la sorella e in pochissime scene riesce a descrivere le storture sociali ormai ritenute la normalità. Bisogna avere un buon lavoro, bisogna avere un look consono ai dettami della moda, bisogna che i genitori accettino i fidanzati delle figlie, essi vanno cannibalizzati e inglobati in quello che è per definizione il nucleo sociale composto da due o più individui, legati tra loro dal matrimonio o da rapporti di parentela. Bisogna essere rassicuranti come le famiglie dei telefilm anni ottanta.
“You killed me first” mette in scena un campionario di esseri umani basici e stereotipati, rappresenta loro e le loro gesta senza la supremazia del simbolico, concentrandosi sulla supremazia sociale, inoltre come in Lacan la famiglia descritta si contraddistingue per il suo inserimento in ordinamenti che non sono dell’ordine della natura ma della cultura, intesa come convenzione sociale. La madre nel corto è colei che cucina piatti succulenti, che si fa possedere da dietro dal marito e che ha un look inappuntabile, il marito/padre impone le sue leggi. La figlia ribelle non ha una rivalità con il genitore dello stesso sesso e non prova affetto per quello del sesso opposto, i suoi sentimenti sono radicali sino al parossismo, detesta la sua famiglia perché rappresenta la società tutta. È stata messa al mondo, i genitori con tale gesto l’hanno uccisa per primi e lei non può far altro che vendicarsi uccidendoli.
Concettualmente e tecnicamente estremo “You killed me first” è puro cinema underground. Undici minuti di anarchia dirompente, di mostruosità psichica e antropologica, di caos, di malessere sudicio, di buio, di musica snervante, di rabbia punk. Kern utilizza la figura di Elizabeth per descrivere la famiglia come l’origine dello sviluppo di funzionamenti anormali e patologici.
Fulminante!

VOTO: 10

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