ZINEMA

RECENSIONI DI EMANUELE DE MARIA

“PARASITE” DI BONG JOON-HO

Anno:2019
Con:Song Kamg-Ho, Lee Sun-Kyun, Choi Woo-Shik

Racconto dal sottosuolo.

Un gruppo di famiglia in un seminterrato nell’odierna Corea si arrangia con piccoli lavoretti sino a quando non riuscirà ad entrare con l’inganno in un altro nucleo famigliare, questa volta economicamente agiato.
La lotta di classe secondo Joon-Ho è rappresentabile tramite diversi generi cinematografici.
Commedia, dramma sociale, thriller, horror.
Con “Parasite” il regista non si accontenta di approcciare ad un unico genere e crea un film che è un’ allegoria politica, un’ opera appassionante e al
tempo stesso è il classico lungometraggio da festival cinematografico.
Bong Joon-Ho opta inizialmente per una regia chirurgica, prediligendo i piani frontali ed il classico campo e controcampo per poi sovraccaricare la messa in scena man mano che la storia prende una piega sempre più grottesca e sanguinolenta.
Ma il vero punto di forza di “Parasite” è la sceneggiatura, con la sua inappuntabile capacità di raccontare una storia di lotta di classe rendendola estremamente godibile seppur raggelante nel suo sottotesto sociale.
Si ride e spesso in “Parasite” ma tra un ghigno e l’altro si rimane tramortiti dal brutale pessimismo che ne anima ogni fotogramma.
I poveri vogliono sostituirsi ai ricchi, i ricchi fingono comprensione e solidarietà ma in realtà sono semplicemente ipocriti, i poveri non sono in grado di coalizzarsi tra di loro per distruggere i ricchi ma a loro volta sono pronti ad annientarsi a vicenda in una guerra all’ultimo colpo in nome della sopravvivenza.
Chi sono i parassiti del titolo?
I meno abbienti che si appropriano con l’inganno dei beni materiali dei ricchi o quest’ultimi che sfruttano i disgraziati per raggiungere i propri scopi?
La rappresentazuine dell’ambiguità dell’essere umano mette i brividi e lo squilibrio mondiale che c’è tra chi ha troppo e chi non ha nulla è un tema profondamente attuale che Bong Joon-Ho riesce a rappresentare nelle sue più complesse sfaccettature.
Spropositato e ambizioso, un film che sbanda, esagera e crea il caos.
Un abnorme affresco politico, imperfetto ma potente.
E dopo una pioggia di sangue e merda ai “poveri” protagonisti non rimarrà che accettare l’ineluttabile sconfitta e immaginare un futuro migliore.
Impressionante il lavoro eseguito dagli scenografi che hanno realizzato magistralmente le abitazioni dei personaggi.
Politicamente appassionante.

“La storia di ogni società sinora esistita è storia di lotte di classe” (Karl Marx).

Voto:7

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