ZINEMA

RECENSIONI DI EMANUELE DE MARIA

“LALALAND” DI DAMIEN CHAZELLE

Anno: 2016
Con: Ryan Gosling, Emma Stone

Il musical è forse il genere cinematografico più anarchico, con quel suo spezzare il realismo delle sequenze tramite il canto ed il ballo o addirittura sostituendo i dialoghi con brani musicali.
Numerosi i musical entrati nella storia per la loro dirompente originalitá nonostante la matrice teatrale: “Jesus Christ Superstar”, “The Rocky horror picture show”, o per il successo commerciale: “Chicago” e “Moulin Rouge!”; l’ultimo film di Chazelle segna involontariamente la fine del musical e riafferma quello che in parte fece già il sopravvalutato “Moulin Rouge!” e cioè la realizzazione di un’opera tecnicamente imponente ed impeccabile ma derivativa e citazionista sino allo sfinimento, così da diventare un manifesto decadente, malinconico e mortifero della fine di un genere, il musical appunto, che per ironia della sorte ha perso la sua caratteristica principale: l’originalità.
Del resto l’ultimo grande lungometraggio musicale è stato “Dancer in the dark” di Lars Von Trier che da sempre allergico all’America usò genialmente proprio uno dei suoi generi cinematografici più popolari per creare un pugno allo stomaco sull’ottusitá del popolo americano.
“La la land” è una bolla di sapone che fluttua nell’aria e che rischia di esplodere da un momento all’altro e la bravura degli interpreti è messa purtroppo al servizio di una storia banale ed esile che non sorprende e si lascia guardare con superficialità.
Pur non essendo privo di cose interessanti, come l’uso massiccio del piano sequenza e l’evidente passione del regista per la storia del cinema, “La la land” è un film furbo, indirizzato ad un pubblico giovane e dalla cultura media che non riuscendo a cogliere il continuo e spossante gioco di citazioni griderá all’originalitá.
Il successo al botteghino e soprattutto agli Accademy Awards farà si che un’industria dedita al denaro come quella cinematografica hollywoodiana comincerà a sfornare nei prossimi anni una serie di musical che dovrebbero però avere il coraggio di aggiungere qualcosa di nuovo al genere.
Becera operazione commerciale.

Voto: 4.5

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