“CONFESSIONS 2-IL FILM” DI TORSO
Anno: 2026
Con: Madonna, Kate Moss, Sabrina Carpenter, Arca, Lourdes Leon, Julia Garner, Benedict Cumberbatch
Ballare sulle macerie del mondo
La fine dell’era di MTV è per Madonna l’occasione per rivoluzionare i supporti visivi ai singoli musicali. Non più una serie di videoclip di pochi minuti, ma un “film” breve con immagini che accompagnano i primi sei brani di “Confessions 2”, il quattordicesimo album in studio della cantante. Il tutto tramite un montaggio che miscela sapientemente i vari cambi di registro musicale e narrativo. Le coreografie sono di Damien Jalet che ha già collaborato con Madonna e che ha realizzato le coreografie dello splendido “Suspiria” di Luca Guadagnino.
“I feel so free”, “Good for the soul”, “One step away”, “Bring your love”, “Danceteria”, “Read my lips”, sono i titoli delle canzoni proposte. La musica passa in secondo piano, viene fagocitata dalle immagini, i brani non sono nella loro versione integrale e sono spesso soffocati da altri tipi di suoni e rumori diegetici ed extradiegetici. Quello che ne esce fuori è un viaggio allucinato tra donne iper sexy armate di telecamere, ballerine nella giungla che sparano dai genitali laser verdi, discoteche oscure, un bagno pubblico dove fare sesso e ballare.
La solitudine della fama e l’invadenza dei mass media come nel clip del 1998 “Drowned world/Substitute for love”, la fuga dalle storture del successo attraversando un luogo selvaggio come una giungla, una corsa in macchina come in “What it feels like for a girl”, l’arrivo in un’affollatissima discoteca dove dare libero sfogo alle danze come in “Ray of light”, il cesso di una discoteca dove una variegata fauna umana si scatena sulle note di “Danceteria”, come in un musical ultra pop, ed infine il duetto con Feid, la parte più scontata sia musicalmente che visivamente.
“Le persone pensano che la musica dance sia superficiale, ma si sbagliano. La pista da ballo non è un semplice posto. È una soglia, un spazio rituale dove il movimento rimpiazza il linguaggio“
(“One step away”, Madonna)
Se “Confessions 2” è il seguito del famigerato “Confessions on a dancefloor” del 2005, sul piano visivo, quello che colpisce è l’intelligenza di Madonna nel riuscire a flirtare con quel lavoro ma al tempo stesso discostarsene. Se i videoclip del predecessore erano luminosi, colorati, fisici, “Confessions 2 -Il Film”, appare dark, asettico, predominato dal nero e dall’oscurità, i glitter sono sostituiti dai laser, il pizzo dalla pelle nera, Madonna non sorride mai, è una specie di cyborg ultra fashion nel mezzo di un viaggio che parte dalle insidie della fama ed arriva alla rinascita e alla liberazione tramite la danza vista come atto Dionisiaco, dove il caos, l’ebbrezza e la musica redimono la pop star e l’umanità intera.
“Sulla pista da ballo mi sento così libera”
(“I feel so free”, Madonna)
Tutto è politica, Madonna è un’artista politica, album come “American Life” e “Madame X” ne sono la testimonianza più lampante, ma anche “Confessions 2-Il Film” è politico. Lo è nel continuare a sostenere la comunità gay e lo è nell’approcciare al pensiero del filosofo Michel Foucault che sosteneva che in ogni società esistono luoghi reali dove trascorrere la frenetica vita quotidiana ma anche luoghi reali che funzionano come “contro-luoghi”.
Questi “luoghi non luoghi” o “spazi altri” sono i luoghi eterotopici: spazi privilegiati, sacri, dove il tempo assume connotazioni diverse.
Per Madonna, come per Faucault esse sono la fonte di una sosta, una pausa, un luogo dove potersi rifugiare in un momento di crisi, sono la risposta ad un mondo in conflitto.
“Non è quello che dico, non è quello che faccio, è il linguaggio del mio corpo
che parla a te. Voglio solo perdermi nella musica, vieni qui”
(“Danceteria”, Madonna)
VOTO: 7.5
