ZINEMA

RECENSIONI DI EMANUELE DE MARIA

“BURNING-L’AMORE BRUCIA-” DI LEE CHANG-DONG

Anno: 2018
Con: Steven Yeun, Yoo Ah-In
Jeon Jong-Seo

Jongsu è un giovane ragazzo squattrinato che vive nella campagna Coreana, è appassionato di William Faulkner e sogna di diventare uno scrittore.
Un giorno incontra casulamente Hae-mi, i due sono stati vicini di casa quando erano bambini.
Hae-mi dopo aver fatto l’amore con Jongsu decide di partire per un viaggio in Africa e lasciare le chiavi del suo appartamento a Jongsu, il ragazzo dovrà occuparsi anche di nutrire il gatto dell’ amica.
Ma c’è veramente un felino nella casa di Hae-mi?
Al ritorno dall’Africa la ragazza si presenta a Jongsu accompagnata da Ben, una specie di affascinante, misterioso, ambiguo e ricchissimo Gatsby moderno.
Come fa Ben ad essere così ricco nonostante la giovane età?
Chi sono i suoi genitori?
Qual è il suo passato?
Perché il suo hobby è bruciare le serre della campagna coreana?
Jongsu, Hae-mi e Ben formeranno uno strano triangolo fatto di cene, spinelli, serate in discoteca e strane discussioni che costelleranno in maniera enigmatica le loro giornate.
Hae-mi scomparirà improvvisamente nel nulla gettando nella paranoia Jongsu e nell’indifferenza Ben.
Che fine ha fatto Hae-mi?
Perchè Ben non ha più dato fuoco alle serre?
Perchè Jongsu scende lentamente ma sempre più profondamente in un delirio allucinato e psicotico in cui comincia a seguire Ben dovunque vada?
Crede sia lui il responsabile della scomparsa di Hae-mi?
E perchè Ben improvvisamente ha un gatto in casa?
Forse è il gatto di Hae-mi?
“Burning-L’amore brucia-” è un film di misteri dentro altri misteri.
Lee Chang-Con segue un percorso fortemente realistico e ancorato al protagonista del suo film.
Tutti i personaggi che vediamo oltre lui, sono in scena solo se anche lui lo è.
Sono forse proiezioni della sua mente?
Sono i personaggi di un romanzo che sta scrivendo?
Un’opera complessa che non mischia diversi piani temporali, non vi sono squarci onirici, tutto quello che il regista racconta, pur nella sua estrema ambiguità accade nel modo più verosimile possibile.
Tale scelta rafforza il senso di disorientamento dello spettatore che si trova davanti ad un film enigma che dissemina lungo tutta la sua durata domande alle quali non fornisce nessuna risposta; tutto è rivedibile e riconsiderabile da un punto di vista diverso.
La passione di Jongsu per Faulkner è l’unico appiglio che il regista ci fornisce per approcciare al film.
In “Burning” ci sono infatti personaggi di classi sociali diverse cosi come c’è la descrizione dei rapporti conflittuali tra i sessi tipici dello scrittore.
Tra ossessione e misteriosi personaggi degni del miglior Polanski, “Burning” possiede anche una forte componente politica; le diverse estrazioni sociali dei personaggi rappresentano la crisi di un mondo antico, tradizionalista e contadino (rappresentato da Jongsu) surclassato da quello moderno, spregiudicato e arrivista (incarnato da Ben), entrambe le due cose sono le metafore dell’attuale situazione della Corea.
Pazzesco!

VOTO:10

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