ZINEMA

RECENSIONI DI EMANUELE DE MARIA

“POLVO SERÁN” DI CARLOS MARQUÉS-MARCET

Anno di produzione: 2023
Con: Ángela Molina, Alfredo Castro

Cinema e vecchiaia
Cinema e malattia
Cinema e morte

Polvere eri e polvere ritornerai

Claudia e Flavio sono una coppia da molti anni. Lei è un’attrice e danzatrice, lui un drammaturgo. Claudia è affetta da un male incurabile e decide di recarsi in Svizzera per sottoporsi al suicidio assistito. Flavio che non concepisce la sua esistenza senza la donna decide di seguirla nella scelta. I figli rimarranno sconvolti da tale decisione.
Sia “Amour” di Haneke che l’insuperabile “Vortex” di Noè si occupavano di coppie anziane, malattia e fine vita. Questo film spagnolo aggiunge ai sopra citati la tematica della libera scelta rispetto alla decisione di interrompere la propria esistenza, facendosi in un certo senso più politico. Se il film di Haneke narrava della malattia come forza dirompente che stravolgeva la ritualità borghese e mostrava in tutta la sua brutalità la violenza della natura, per Gaspar Noè la borghesia non può affrontare di petto l’imprevisto (ancora la malattia) e preferisce occultarlo. “Polvo serán” si staglia tra le due pellicole. Affronta un amore maturo totalizzante, talmente tanto da apparire immaturo, ma non rinuncia a piccole sfumature che rendono i personaggi non schematici. Claudia è egocentrica, narcisista, egoista, un’accentatrice che porta in sè svariate caratteristiche tipiche degli artisti. Flavio è la parte passiva della coppia, tra loro i figli, costantemente tenuti lontani da un rapporto intenso e unico. Nonostante la drammaticità del tema, il film si apre a squarci ironici e musicali. Le parti musicali hanno un forte impatto visivo, sono danze macabre che rimandano alle coreografie presenti in “Ema” di Larraín, a quelle di Damien Jalet per il “Suspiria” di Guadagnino, a Pina Bauch e a Bob Fosse.
Il personaggio di Claudia è quello più potente. È una donna che annienta con la sua personalità tutto quello che la circonda, è vitale nella morte. Ha un rapporto conflittuale con le figlie, ma purtroppo Marques-Marcet non è incisivo e bergmaniano nel raccontare i conflitti tra genitrice e prole, tali duelli cedono il passo a sequenze che toccano il romanticismo stucchevole e patetico. Chiaro il messaggio politico totalmente a favore dell’eutanasia.
Enormi, coinvolgenti e straordinariamente veri Ángela Molina e Alfredo Castro.

VOTO: 6.5

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