ZINEMA

RECENSIONI DI EMANUELE DE MARIA

“MEN” DI ALEX GARLAND

Anno: 2022
Con: Jessie Buckley, Rory KInnear

“Men” è un film post #MeToo nel modo in cui ragiona sui sensi di colpa femminili alimentati dagli uomini e su come il femminino interiorizza quelli che il sesso forte vuole farle credere siano errori. È un’opera post #MeToo anche se non si occupa di molestie o violenze sessuali.

“Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò” (Genesi 3:6)

Harper è in crisi con il marito, decide di lasciarlo e l’uomo apparentemente si suicida. Il dolore la spingerà a rifugiarsi in un cottage in campagna. Strane figure maschili, tutte somiglianti tra di loro, cominceranno a perseguitarla.

“Il pozzo notturno dell’Io” (G.W.F.Hegel)

Harper sta sviluppando una grave forma di schizofrenia post traumatica?
Harper è vittima di se stessa?
Harper è vittima delle brutture del maschio medio?
Harper è divorata dai sensi di colpa?
Domande disseminate in maniera allegorica lungo il film a cui il regista risponde in modo chiaro,così da rendere inequivocabile il messaggio: nel 2022, nonostante il femminismo e i passi avanti fatti dalle donne, queste ultime per una società maschilista sono ancora inevitabilmente streghe colpevoli delle brutture del mondo.
Alex Garland dopo aver affrontato la fantascienza filosofica nei suoi due precedenti film, prende di petto l’horror e lo fa stratificandolo con tutta una serie di sottotesti sociali, antropologici e psicologici. Lavora con il perturbante e lo fa con piccole, geniali ed inquietanti trovate di messa in scena, riempie il filmico di oggetti, persone ed animali che hanno la potenza di lavorare sull’inconscio dello spettatore. Una maschera raffigurante il viso di una donna che ricorda quello di Marilyn Monroe, chi più di lei rappresenta lo stereotipo estetico femminile che piace agli uomini? Quel tipo di donna che vive per compiacere sessualmente il maschio? Bionda, labbra carnose,occhi languidi… ed ancora, un corvo, un albero di mele che rimanda ad Eva e al peccato originale e un tunnel immerso nella natura (attraverso un semplicissimo campo e controcampo della protagonista e di una figura minacciosa ripresa in campo lunghissimo, Garland crea una tensione magistrale).
“Men” partorisce una serie di maschi grotteschi e negativi che si fanno gli archetipi di un sesso forte (forte?) che colpevolizza, che non contempla il rifiuto, che crede di poter sempre e comunque piegare la donna al suo volere…
Il regista inglese ha realizzato il diario angoscioso di un personaggio che lotta per liberarsi dalle convenzioni sociali.

“…Verso tuo marito sarà il tuo istinto ma egli ti dominerà” (Genesi 3), o forse no!

VOTO: 7.5

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