ZINEMA

RECENSIONI DI EMANUELE DE MARIA

“ANIMALI NOTTURNI” DI TOM FORD

Anno: 2016
Con: Amy Adams, Jake Gyllenhaal

“Animali notturni” è una vertigine, una sabbia mobile, una voragine inquietante, estetizzante e stereotipata sino al parossismo.
Tom Ford non lascia scampo allo spettatore, lo costringe a rimanere con gli occhi spalancati davanti all’abisso dell’orrore che con un gusto unico per l’immagine riesce a rendere bello.
Il film si apre con una serie di inquadrature di soubrette obese inondate da glitter, Ford si sofferma sul lardo delle donne, sui loro seni flaccidi, sulla cicatrice che deturpa la pancia di una di loro, ma tramite una fotografia patinatissima, un rallenty esasperato e un montaggio che sembra una sinfonia musicale riesce a rendere glamour ciò che è oggettivamente riluttante.
Questo è “Animali notturni”, l’opera di un depresso che dietro la facciata fashion nasconde un cuore nerissimo, esattamente come Susan, la protagonista del film.
Tre piani temporali diversi ( nel primo troviamo Susan, una gallerista d’arte borghese, infelice, insonne e tradita dal marito che riceve il romanzo scritto da un ex storico; nel secondo le pagine del libro, brutali e ansiogene, prendono vita nella mente della protagonista e nel terzo una serie di flashback ripercorrono la storia finita male tra lei e il suo ex amore ormai divenuto scrittore), tramite loro lo stilista americano incendia la materia messa in scena, purtroppo sono palesi alcune ingenuità di sceneggiatura.
Tanto il suo film è inappuntabile sul piano tecnico (grazie anche ad ottimi collaboratori) tanto a tratti è debole su quello della scrittura, così pieno di escamotage narrativi banali e risaputi, costellato da situazioni ai limiti del manicheismo e con un pre finale esasperato e ridondante.
Anche la recitazione di tutti gli interpreti, tranne una gigantesca Amy Adams, risulta gigionesca o poco intensa, soprattutto Jake Gyllenhaal che sembra non sentire il dolore del personaggio.
Dispiace che il piano temporale più interessante, quello che racconta la crisi esistenziale di Susan non sia sviluppato in maniera entomologica per lasciare più spazio ai frammenti in cui il romanzo prende forma nella sua mente.
Impressionante la soundtrack di Abel Korzeniowski con echi hitchcockiani alla Bernard Herrmann, abnorme il lavoro sui costumi e le scenografie ed interessanti i dialoghi; eleganti e formali nelle parti Losangeliane e volgari e ruvidi in quelle in cui il film è ambientato in Texas, così da enfatizzare le differenze culturali e sociali di un posto come l’America, dove ogni paese pur facente parte della medesima nazione ha legislazioni, abitudini e culture diverse.
“Animali notturni” è un pasticcio a tratti stimolante, a tratti fuori fuoco; Tom Ford non ha pudore e perde completamente il controllo lasciandosi cannibalizzare dalla storia, esattamente come accade a Susan nella lettura notturna del manoscritto del suo ex.
Esasperato ed esasperante.

VOTO: 6.5

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