“OBSESSION” DI CURRY BARKER
Anno: 2026
Con: Inde Navarrette, Michael Johnston
OBSESSIONPOSSESSION
Bear è invaghito di Nikki. La ragazza lo considera un semplice amico, sino a quando il giovane deciderà di comprare un bastoncino in un negozio di articoli esoterici. Tale bastoncino, una volta spezzato in due, esaudirà il desiderio di chi lo ha rotto. Bear desidera che Nikki si innamori di lui. Accadrà, ma le conseguenze di tale innamoramento saranno a dir poco nefaste.
“L’amore è il passo più vicino alla psicosi”
(Sigmund Freud)
Nikki diviene improvvisamente lo specchio delle fragilità, delle insicurezze e delle patologie psichiche di Bear. Ancora una volta una donna vittima di un uomo. Nikki non è solo la materializzazione dell’ignoranza sentimentale di Bear, ma rappresenta anche tutte le storture dell’amore.
L’ossessione amorosa è uno stato psicologico in cui le attenzioni rivolte verso il partner risultano eccessive, spesso rendono difficile portare a termine le attività quotidiane. Nikki si paralizza quando Bear è a lavoro e si rianima solo al suo rientro, non va più a lavoro, Bear non ha piu momenti solo per lui. Tra ossessioni e compulsioni il film si trasforma in un horror epidermico e claustrofobico. Oscuro, pieno di spazi angusti, i liquidi corpori abbondano, la potente sensazione che per i personaggi non ci sia una via d’uscita dalla situazione malsana che stanno vivendo si fa sempre più inquietante. Il soprannaturale diviene più reale del reale. Il carnefice è la vittima, la vittima è il carnefice. Tale ambiguità genera un potente corto circuito orrorifico.
La nuova generazione descritta dal regista e il modo in cui si relaziona con i sentimenti e l’altro sesso è, ad una chiave di lettura più profonda, il vero dato horror del film. Le interazioni amorose tra i personaggi sembrano fondate su dialoghi da telefilm anni novanta, il coraggio di esporsi e fallire è assente, il rifiuto non è contemplato, il compromesso amoroso non è pervenuto, o meglio è malato, estremizzato nella sua accezione negativa. Bear rappresenta l’alienazione tecnologica e sentimentale dell Gen Z. Giovani che vivono nascosti nella finzione dei social e quando la realtà si palesa davanti ai loro occhi non sono in grado di affrontarla. I social contemplano solo i like, si decide sapientemente cosa pubblicare e cosa no, quando si ricevono commenti negativi, questi ultimi possono essere eliminati. A questo punto, la realtà può essere spaventosa perchè coglie impreparati, non è sempre gestibile e filtrabile, può diventare frustrante.
Barker ha realizzato un film malato con un finale raggelante e potentissimo.
VOTO: 8
