ZINEMA

RECENSIONI DI EMANUELE DE MARIA

“PIOVE” DI PAOLO STRIPPOLI

Anno:20223
Con: Francesco Gheghi, Leon Faun, Fabrizio Rongione, Orso Maria Guerrini, Cristiana Dell’Anna

“La terza madre” di Dario Argento si apriva con una serie di immagini pittoriche ricche di violenza per poi raccontare una specie di seconda caduta di Roma, dove omicidi, matricidi, aggressioni varie e stupri avvennivano tra le strade di una Roma ripresa in maniera realistica. La causa di tali brutalità era da ricercare nei poteri malefici sprigionati dalla terribile Mater Lacrimarum, una strega che viveva nei sotterranei del capoluogo italiano. “La terza madre” è probabilmente il film più vicino a “Piove”, anch’esso inizia con un susseguirsi di immagini di violenze che l’uomo ha attuato nei secoli e poi ci mostra una Roma cupa ed invasa dalla pioggia, dove uno strano vapore che fuoriesce dai tubi di scarico scatena la follia omicida.
“Piove”, ha svariati punti in comune con il film di Argento ma non ne possiede l’elegante ferocia ed è più concentrato sulla dimensione psicologica. Sotto la superficie horror nasconde infatti il tema dei sensi di colpa, dei legami familiari problematici e di un rapporto padre/figlio a dir poco agghiacciante. L’orrore personale diventa orrore comune, il male parte sempre da un microcosmo per poi espandersi a macchia d’olio. Se per Argento il maligno è qualcosa che ha a che fare con la magia, per Strippoli invece è un’entità profondamente terrena.
“Piove” alterna la costruzione di un’atmosfera malsana a momenti di terrore, e ancora squarci di tensione pura ad altri in cui alcune battute pronunciate da attori non professionisti e con un marcato accento romanesco, danno un tono involontariamente ironico e stonato al film.
Il capovolgimento dei mondi, quello sotterraneo e quello di superficie in molti film dell’orrore comporta che per liberare l’uno (quello di superficie) è fondamentale una discesa nell’altro (quello sotterraneo), In “Piove” il maligno erutta dal sottosuolo e pervade la superficie. I personaggi per liberarsene dovranno compiere un viaggio oscuro nelle viscere della loro psiche e dei loro sensi di colpa.
“Piove” è suddiviso in tre atti, i primi due hanno veloci sprazzi orrorifici e si concentrano maggiormente sulle dinamiche drammatiche della vicenda, il terzo diventa più strettamente horror ma essendo il più breve risulta assai sbrigativo.
Scenografie e make-up artigianali rendono palese una certa amatorialità. Nota a parte merita il sound design che è potente ed inquietante.

VOTO: 5.5

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