ZINEMA

RECENSIONI DI EMANUELE DE MARIA

“LA DEA FORTUNA” DI FERZAN OZPETECK

Anno:2019
Con:Stefano Accorsi, Edoardo Leo, Jasmine Trinca

Ozpeteck rimette in scena il suo solito universo multietnico e multisessuale e accantonando le ambizioni autoriali dei precedenti “Rosso Istanbul” e “Napoli velata” ci consegna la sua ennesima storia d’amore e morte, di gelosie ed incomprensioni ma dove a vincere è la solidarietà e la bontà umana (l’utopia Ferzaniana).
Quello che c’è di nuovo in “La dea fortuna” è il concetto di paternità omosessuale approcciata con sensibilità ed una certa cura nelle sfumature psicologiche.
Un film che farà la gioia degli appassionati di Ozpeteck e che farà storcere il naso ai suoi detrattori.
Si sorride e ci si commuove, si instaura una certa empatia con i personaggi, a tratti ci si emoziona ma il più delle volte ci si ritrova davanti a troppe inutili sequenze raccordo (anche “Luna diamante” di Mina è utilizzata per una scena di raccordo) che allungano eccessivamente ed inutilmente il film fino ad un finale involontariamente ridicolo, sfilacciato e raffazzonato.
L’alchimia tra gli interpreti è potente e palese, la regia di Ferzan Ozpeteck come sempre è priva di guizzi ed è abbastanza televisiva, la sceneggiatura di Gianni Romoli è lineare pur nel suo mettere tanta carne sul fuoco ed è ossessionata dal dover mostrare e descrivere tutto, svelare ogni mistero, approfondire ogni situazione, scandagliare ogni snodo psicologico dei personaggi, scelta che rende “La dea fortuna” un semplice film nazional popolare.

VOTO:5

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