ZINEMA

RECENSIONI DI EMANUELE DE MARIA

“JOKER” DI TODD PHILLIPS

Anno:2019
Con: Joaquin Phoenix,Frances Conroy,Robert De Niro

Come ridere nel pianto.

Arthur Fleck vive con la madre malata in un modesto appartamento in una Gotham city dilaniata dalla spazzatura e da controverse questioni politiche, tra le quali il taglio di svariati fondi pubblici alla sanità.
Si guadagna da vivere facendo il comico in piccoli locali, si traveste da pagliaccio con un ghigno stampato sul viso perché la madre gli ha sempre detto di ridere.
Arthur è affetto da un disturbo involontario di espressione emotiva chiamato pseudobulbar affect, una patologia causata da un danno neurologico.
Ride quando non c’è nulla da ridere e non ride quando c’è da ridere.
È un outsider sia sul piano delle emozioni che su quello delle convenzioni sociali.
Bullizzato, deriso e picchiato si ritroverà ben presto a fare i conti con la sua follia omicida che lo porterà ad essere un rivoluzionario in grado di smuovere le masse contro un sistema politico arrogante ed egoista.
Con stile iperrealista Phillips compie il ritratto di un uomo del sottosuolo che ambisce ad avere un ruolo di rilievo nel mondo dello spettacolo, tra invidia, ambizione ed ingiustizia sociale il protagonista è la materializzazione di un universo dove i cambiamenti radicali accadono solo tramite atti di violenza e dove il dolore non rende migliori.
La trasformazione di Arthur da folle apparentemente innocuo a brutale killer è l’allegorica messa in atto di una rivoluzione socio- politica, non è un caso che l’uomo elimini con atrocità i principali cardini della società civilizzata.
Essi sono incarnati da: i giovani manager in carriera ricchi e strafottenti, figli di una società arrogante che crede di poter sopraffare il prossimo grazie al denaro; i poliziotti, rappresentanti della giustizia e del bene ma anche dell’incapacità di attuare tali concetti; la psichiatra che incarna con la sua oggettività scientifica quella razionalità ormai non riscontrabile in un mondo sprofondato nel caos e che in nome del dio denaro annienta i più deboli e chi vuole occuparsi di loro.
Ed in fine la distruzione della pseudo figura paterna che è anche la principale rappresentante del mondo dei mass media.
Tale duplice ruolo è incarnato da Robert De Niro, presentatore televisivo che ad un certo punto dirà ad Arthur (che non ha un padre) che è il figlio che avrebbe voluto avere e pronto a sfruttarlo come un freak lo inviterà nel suo seguitissimo show televisivo dove Arthur lo ucciderà sparandogli in diretta tv.
Un altro importante tassello che compie il personaggio di Joker per distruggere in senso letterale le fondamenta su cui è radicata la società moderna è il matricidio.
Secondo Luca Guadagnino la relazione tra madre e figlio è determinante per capire chi siamo.
Spesso una donna è legata ad un ruolo, a un’identità.
Tutti pensiamo che le madri siano buone, ma c’è una complessità immensa nella figura della madre rispetto a quello che la pubblicità e il mondo dell’intrattenimento vogliono farci credere.
Arthur ha una madre narcisista e delirante, una bugiarda patologica con ambizioni borghesi, una creatura fragile quasi quanto il figlio e sarà proprio lei la causa scatenante dell’escalation di pazzia nella quale sprofonderà il figlio.
Per Todd Phillips Joker è il frutto dell’orrore della famiglia e della società, esattamente come lo era il personaggio principale del “Taxi driver” di Martin Scorsese.
Arthur è figlio dell’ingiustizia sociale, di un macrocosmo senza Dio dove l’amore come forza salvifica non esiste e mentre lui verrà consegnato alle forze dell’ordine e rinchiuso in un carcere criminale, tra le strade di Gotham City impazzerà il caos e la rivoluzione.
Attraverso una regia potente, una straordinaria soundtrack ed una prova attoriale sentita di Joaquin Phoenix, Todd Phillips ha girato un affresco politico e psicologico che lascia poco spazio alle spettacolarizzazioni tipiche del cinema mainstream americano.
“Joker” è un grido di dolore, è come “L’urlo” di Munch, ma questa volta riusciamo ad udire il suono di quell’urlo che ci fa tremare le viscere.

“Si può essere in disaccordo con la pazzia, glorificarla o denigrarla.
L’unica cosa che non si può fare è ignorarla.
Perché cambia le cose.
Spinge la razza umana nel futuro”.
(Anonimo).

Voto:8

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